Col cellulare si rischia il cancro, c’è lo studio

http://blog.ilgiornale.it/locati/2011/06/30/col-cellulare-si-rischia-il-cancro-ce-lo-studio/

Vi riporto le ultimissime sui danni da telefonino. Il mese scorso l’Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato un allarme, parlando di probabile rischio di tumori fra chi si dilunga per ore con il portatile sull’orecchio: non vi era però alcuna certezza.

Oggi arriva uno studio svedese pubblicato sull’”International Journal of Oncology” che afferma che chi ha usato il telefonino o il cordless per almeno 10 anni  in modo continuativo rischia cinque volte di più (rispetto a uno che non l’ha fatto)  di ammalarsi di astrocitoma, forma di tumore cerebrale maligno.

La ricerca, che rimbalza in questi giorni sulla stampa britannica, ha spinto le associazioni a educare bambini e adolescenti sui potenziali rischi delle “maratone” di chiacchiere al telefonino. I ricercatori diretti da Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e quelli dell’Umea University (Svezia) hanno indagato sulle abitudini di più di 1.200 svedesi che avevano avuto una diagnosi di tumore cerebrale maligno tra il 1997 e il 2003.

Gli studiosi hanno confrontato le informazioni raccolte con i dati di altre 2.500 storie cliniche, persone che non erano state colpite dal tumore cerebrale o che erano morte per altre cause.

Conclusione: sia l’impiego dei cellulari che del cordless comporta «un aumento del rischio di tumori cerebrali maligni».

Per le persone che hanno iniziato a fare chiamate con il telefonino da adolescenti, e hanno continuato per almeno 10 anni, il rischio di sviluppare un astrocitoma è risultato 4,9 volte più alto rispetto alle persone controllate attraverso le 2.500 storie cliniche.

Usando il cordless il pericolo aumenta di 3,9 volte.

La ricerca afferma che l’uso di un telefono senza fili o di un cellulare per oltre 10 anni fa salire il pericolo di tumori cerebrali maligni del 30%. Secondo i ricercatori svedesi, infine, «il rischio aumenta in base alle ore di utilizzo, ed è più elevato nei soggetti che hanno iniziato prima dei 20 anni».

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